Un caffè con lo psicologo, n.1. Ricerca e raggiungimento di un equilibrio tra “Dentro” e “Fuori”.

Il nostro corpo, il nostro piccolo Giuda

Dott.ssa Giuditta Zammarrelli

 Sempre più spesso oggi le persone dedicano molto tempo alla cura del corpo a volte in modo eccessivo anche sottoponendosi a degli sforzi che a volte sono controproducenti per la salute stessa. Tutta questa attenzione per il “Fuori” per l’esteriorità sottrae attenzione e del tempo al nostro “Dentro” sottovalutando a volte la nostra parte interiore. La nostra salute passa anche dalla consapevolezza che abbiamo del nostro corpo ma non solo, passa anche attraverso le dinamiche che lo muovono o lo bloccano, che lo rendono armonioso o che lo ammalano. Ciò che agita, manda in tensione, in allarme il nostro corpo sono le nostre emozioni, la parte interiore. Ciò che invece fa risplendere, acquieta il nostro equilibrio interiore dona luce anche alla nostra esteriorità. C’è uno scambio e una bella auto-influenza tra il nostro “Dentro” e il nostro “Fuori.

Tuttavia la dicotomia “Dentro” – “ Fuori” non è cosa semplice da gestire. Pensando a queste due parole concretamente mi verrebbe da pensare a uno spazio e quindi allo stare “dentro” ma anche “fuori”. Uno spazio da dove si può entrare o uscire da una qualunque apertura che sia una finestra o una porta o ancora un accesso segreto che permetta di entrare “Dentro” e uscire “Fuori” o entrare “Fuori” per uscire “Dentro”. Un bel gioco di parole, ma tante volte la comunicazione tra corpo e mente quindi “Fuori” e “Dentro”, “Dentro” e “Fuori” è proprio un bel gioco di parole il cui significato va svelato e portato alla luce della consapevolezza.

Il nostro corpo, è il più grande strumento che abbiamo a disposizione, insieme alla nostra mente, che ci permette di stabilire un contatto con le cose, con le persone, col mondo e con noi stessi, insieme siamo imbattibili. Il nostro corpo ci permette quindi di stabilire relazioni, di sentire e vivere emozioni. A volte il nostro contatto con esso è vissuto come una sofferenza, un disagio, un problema. E così a un certo punto il nostro corpo ci tradisce e sta a noi riconoscerne il tradimento e arrenderci di fronte ad esso. E cominciare a vedere, a comprendere quel segnale più che a valutare che parte di responsabilità abbiamo avuto noi, che parte di responsabilità vada attribuita agli altri, anche se tutto ciò inizialmente sembra rassicurarci poi diventa ed è secondario.

Non ha molta importanza, non occorre avere tali risposte e per certi versi non aiuta sapere il “perché” si sia interrotta questa comunicazione, generando non un’assenza di segnale ma una piccola interruzione di percezione di quello stesso segnale, un piccolo “guasto”. Ciò che occorre fare in questo momento è capire il “come” aiutarlo e come aiutarci, dato che per ogni guasto che sia tecnico materiale o tecnico psicologico ammesso che ci sia volontà e motivazione si può fare sempre fare qualcosa rivolgendosi al professionista della salute mentale di competenza e si può riuscire a raggiungere gli obiettivi desiderati. Il nostro corpo diventa allora “il nostro piccolo Giuda, che ci tradisce che dobbiamo quasi ringraziare quando arriva a darci i segnali di questo tradimento, anche se sono così sottili, sono così forti sono così intensi ed è importante riconoscerli come tali. Come segnali di un disagio che finalmente è emerso e che premeva e spingeva per emergere, per farsi capire dalla mente e dal corpo stesso e che stava urlando a gran voce perché il/la suo/sua proprietario/a sentisse e sentisse anche la persona, il professionista che in un certo senso viene riconosciuto/a come capace di dargli aiuto e meritevole di fiducia.

Prenderci cura della nostra mente e del nostro corpo è il più grande atto di amore che facciamo e che dobbiamo prima di tutto a noi stessi che per questo è importante ringraziare il nostro “Dentro” e il nostro “Fuori” facilitando la loro relazione e comunicazione sempre in direzione di un equilibrio armonico per noi.

Dott.ssa Giuditta Zammarrelli

Psicologa – Psicoterapeuta iscritta all’albo professionale Sez. A N.4792 e all’albo degli Psicoterapeuti secondo l’art.3 Legge 56/89. presso L’Ordine degli Psicologi della Regione Campania.

giudittazammarrelli@tiscali.it