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Musicafé, suoni dal Mondo, n.7 David Bowie e la voglia di crederci, in Lazzaro

david_bowie_2Oh Dio sì, tu non vedi quello che io ho visto. Per questo non hai saputo togliergli l’impronta della morte. Ci fossi stato, da qualche parte vicino a noi, saresti stato meno pronto a chiedere l’ennesimo risarcimento.
Tu sei sempre agile Dio, con quell’arnese benfatto che uccide.
Prima di farlo arrivare non lo hai neanche avuto per un buon tempo accanto: da noi poi ha fatto il figlio agitatore, ha percorso con la voce le mille vie della terra, fatto della musica un liquido di balsami per la mente, ha liberato il fango sulle nostre teste per poi subito dopo farci accedere alle riserve illuminate del suo cuore: solo tu sai quanto ne abbiamo avuto bisogno.
Ma avresti dovuto vederlo in quella sua ultima stanza: un filo di ferro danzante, in attesa del tuo giudizio: neanche lontanamente pensava a una tua remissione. Sembrava volesse chiederti l’ascolto come uno dei tuoi tanti pastori; sembrava volesse spuntarti davanti per farti il verso del dolore umano.
E si è messo le viti negli occhi, come fossero le spine di Cristo, per non accedere alla luce del tuo Paradiso, per sigillare la sua ultima triste immagine terrena. E tirava le canne della gola meravigliandosi per la tua assenza.
Tu eppure lo sapevi, che la sua ispirazione era una guglia che sapeva scendere adagio nelle nostre anime;David_Bowie_(Logo) che con la sua musica ci avvicinavamo alla tua Forza Originaria: lo avevi fatto discendere per accendere i lumi della bellezza, per meglio farci distinguere le beatitudini e i dolori. Non era previsto un tumore, uno di quelli dalla voce rara: micidiale.
E lui, alla fine, nel suo letto sembrava un topo bianco, un angelo fasciato con la matita passata sulle labbra.
Ma è così che tu sei esistito, Dio, anche tra gli atei. E tutti hanno maledetto l’indifferenza del tuo cuore.
Non è la prima volta che ti riprendi quelli che lodano e lo fai con la tracotanza dei giovani irriverenti, con la bocca mutata in veleno, come volessi essere dissacrante e dispettoso verso la nostra stessa vita.
Quando David Bowie ha saputo che stava per diventare una pelle secca non ha esitato, ha scritto un testamento e, ancora una volta dissidente, ti ha denunciato: perché spargergli nel letto della lana accesa dalla morte è stato un colpo basso, Dio.

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