
Mauro Ruggiero
La Delegazione praghese dell’Accademia Italiana della Cucina , guidata dall’ Ing. Claudio Pocci, ha organizzato il 6 maggio 2026 un pranzo speciale. Non si è trattato di un semplice evento conviviale, ma un gesto di vicinanza verso chi vive situazioni di fragilità.
L’iniziativa, ospitata dal Ristorante Lore Malastrana, del noto Chef italiano Lorenzo Cortesi è nata dal desiderio di far conoscere da vicino l’opera silenziosa e instancabile delle Suore Francescane del Sacro Cuore, di nazionalità italiana, che da anni a Praga dedicano la loro vita ai più bisognosi.

Circa venti ospiti hanno preso parte al pranzo, accolti con calore e serviti personalmente dagli Accademici e dallo stesso Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca, S.E. Alessandro Gaudiano, che ha partecipato con semplicità e spirito di condivisione all’evento, a sottolineare l’importanza del ruolo sociale che la comunità italiana può svolgere anche al di fuori dei contesti ufficiali.
Lo chef Lorenzo Cortesi, amico dell’Accademia e profondo conoscitore della tradizione gastronomica italiana, ha preparato un menù completo, curato nei dettagli e pensato per far sentire ogni ospite accolto e rispettato.
L’atmosfera è stata quella delle occasioni autentiche: niente formalità, solo sorrisi, conversazioni spontanee e la gioia di sedersi allo stesso tavolo. I piatti, espressione della migliore cucina italiana, sono diventati un pretesto per creare un ponte tra mondi diversi: cultura gastronomica, diplomazia, vita religiosa e la realtà spesso invisibile di chi vive ai margini.

Le Suore Francescane del Sacro Cuore, di nazionalità italiana, presenti a Praga dal 1997, sono impegnate ogni giorno nella preparazione di cibo da distribuire ai poveri della città, in particolare ai senzatetto che trovano riparo nei pressi della Stazione Centrale.
Un lavoro silenzioso, costante, fatto di piccoli gesti che per molti rappresentano un punto di riferimento e, talvolta, l’unico momento di conforto della giornata.
Il pranzo organizzato dall’Accademia non è stato solo un atto di generosità, ma un incontro di umanità. La presenza dell’Ambasciatore Gaudiano ha sottolineato il ruolo fondamentale delle comunità italiane all’estero nel promuovere iniziative anche di valore sociale.

Gli Accademici, servendo ai tavoli e condividendo il pasto, hanno dato un volto concreto alla missione dell’ Accademia che è anche quella di difendere e diffondere la cultura della tavola come espressione di civiltà e solidarietà.
Le Suore, con la loro testimonianza, hanno ricordato che la carità non ha bisogno di clamore, ma vive nei gesti quotidiani, nei pasti preparati all’alba, nell’ascolto, nella presenza. E in un pranzo che, per un giorno, ha unito persone diverse sotto lo stesso tetto, intorno allo stesso tavolo.M




