
L’haiku (o lo haiku) è una forma poetica giapponese essenziale e fulminea: tre versi, diciassette sillabe (5-7-5) per catturare un istante, spesso legato alla natura e alle sue stagioni, con uno sguardo limpido e contemplativo. Nel corso del Novecento questa poesia ha conquistato anche l’Occidente, dove molti autori hanno iniziato a praticarla e reinterpretarla, affascinati dalla sua capacità di dire molto con pochissimo. Tra i grandi maestri giapponesi che ne hanno definito l’anima spiccano Matsuo Bashō, padre dell’haiku meditativo; Yosa Buson, raffinato pittore di immagini poetiche; Kobayashi Issa, noto per la sua sensibilità verso le piccole creature del mondo; e Masaoka Shiki, riformatore che ha traghettato l’haiku nella modernità.n

Antonio Sacco è nato ad Agropoli nel 1984, vive e compone versi nel cuore del Parco Nazionale del Cilento (Salerno). È uno studioso e un ricercatore di poesia di origine giapponese (soprattutto di poesia haiku). Ha pubblicato su molte riviste internazionali dedicate a questo genere poetico, oltre a essere l’autore di numerosi articoli sia tecnici sia divulgativi sulla poesia di origine giapponese.
Dal 2017 cura la rubrica chiamata “Echi da Shikishima” per la rivista digitale “Poesia del Nostro Tempo” (https://www.poesiadelnostrotempo.it/category/echi-da-shikishima/), proponendo non solo recensioni o interviste, ma anche articoli di approfondimento su vari aspetti del genere haikai.
Nel 2018, nel 2019 e nel 2020 è stato inserito nella “European top 100 most creative haiku author” (Haiku Euro Top). Già giudice in tre concorsi nazionali di poesia per la sezione haiku, ha, inoltre, pubblicato due raccolte poetiche di haiku.
Il “Nuovo manuale di scrittura haikai. Vademecum pratico per comporre poesie haiku e altri generi poetici di origine giapponese” è la sua seconda opera pubblicata con Edizioni Nulla Die nel 2025.

HAIKU
sul ramo, foglie –
le nostre ombre divise
dal vento gelido
*
“non ti amo più” –
senza rumore cade
l’ultima foglia
*
carezza il vento
dal vento accarezzata,
foglia d’autunno
*
vedere il volto
di ogni affetto perduto –
nel gelo, nuvole
*
in mano pezzi
di una noce vuota –
giorno di lutto



