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Intervista al regista e cantante Milan Matyáš Deutsch

Ha appena presentato il suo spettacolo a Praga ed è attualmente in tour internazionale, mentre porta avanti le riprese del suo nuovo film Magician la cui uscita è prevista a gennaio 2026 nelle sale e su Netflix. Milan Matyáš Deutsch, attore, cantante, produttore e regista, continua a espandere la sua attività artistica tra cinema, musica e teatro.

Nato nella Repubblica Ceca, di origini miste italiane, ebraiche e gipsy, ha studiato recitazione al Talent Drama Studio e ha seguito numerosi corsi di acting on camera. Ha vissuto a Londra, Praga, in Marocco e oggi risiede in Spagna. Ha scritto e interpretato otto spettacoli teatrali, tra cui tre musical, messi in scena nei teatri Mana, Reduta, Semafor e Střelecký Ostrov. La sua carriera musicale è iniziata vent’anni fa con la band cubana Xarisma. Il suo primo singolo ha portato alla collaborazione con la cantante statunitense Janelle Newman. In seguito ha pubblicato sei album in studio, esplorando sonorità che fondono influenze internazionali e tradizioni locali. Come attore è apparso in sei film, oltre che in numerose serie televisive e campagne pubblicitarie. Parallelamente a Magician, sta sviluppando il musical Bar Silencio e una moderna rivisitazione di Jesus Christ Superstar, confermando un percorso artistico multiforme e in continua evoluzione.

D: Prima di tutto, grazie mille per questa intervista, Milan. Attualmente vivi in Spagna, giusto?
R: Sì, esatto.

D: Perché questa scelta? Hai lasciato Praga per cercare ispirazione? Cosa ti ha portato lì?
R: Per diversi motivi. Non credo che la Repubblica Ceca sia davvero un Paese amichevole e di supporto per gli artisti. Ho vissuto lì 48 anni e, pur occupandomi di teatro, musica, produzione, cinema, non ho mai sentito un forte sostegno dallo Stato, dal pubblico o dai media. Ho prodotto anche musica per altri cantanti, ma era sempre una lotta. A un certo punto ho pensato che cambiare Paese sarebbe stato meglio, e infatti lo è stato.

D: Qual è il cambiamento più grande rispetto al passato? Cosa, nella tua nuova vita in Spagna, ti ha ispirato a scrivere il tuo nuovo brano in spagnolo, qualcosa che qui non trovavi?
R: La prima cosa è la mancanza di stress. Praga è stress, ovunque: le persone corrono, sono tese, l’aria non è buona, tutti sono sempre stanchi… e questo si riflette sui comportamenti. Non è un ambiente che ispira. Certo, puoi trovare ispirazione nei teatri o nei club musicali, ma è tutto nascosto in spazi sotterranei. In strada, no. In Spagna invece la vita è più rilassata: le persone si muovono lentamente, ma lavorano comunque. E il clima aiuta.

D: Qual è queindi la più grande differenza tra la Spagna e la Repubblica Ceca?
In Andalusia, dove vivo, ci sono alcuni aspetti complicati, ma la gente è aperta al successo: dopo pochi mesi ero già stato invitato a concerti, le radio trasmettevano la mia musica. A Praga, se non hai un contratto con Universal o Sony, non interessi a nessuno. Mandavo canzoni a tutte le radio, mie e di altri artisti, come Martina Balagová (finalista di Pop Idol), ma niente. Devi pagare per essere trasmesso. Non è un ambiente fertile per un artista. Molti colleghi del teatro o della musica hanno lasciato il Paese per questo. Non si tratta di fare miliardi, ma di creare, avere un pubblico e ricevere un minimo di riconoscimento.

D: Quindi qui c’è più burocrazia e meno libertà artistica?
R: Esattamente. In Spagna è tutto più semplice. Anche in Marocco, per dire, è meglio: la gente è aperta.

D: Parliamo del tuo ultimo lavoro: qual è il messaggio centrale della nuova canzone e del nuovo album?
R: Il disco si chiama Around the World. Viaggio molto e collaboro con artisti dei Paesi in cui vado: in Spagna con una cantante flamenca, in Marocco con un cantante marocchino, poi con cantanti cubani e così via. Creiamo pop basato sulle rispettive tradizioni: è una fusione di culture. Il messaggio, però, è sempre uno: la speranza e la luce. In quasi tutti i brani c’è l’invito a cercare la luce.

D: Qual è la tua canzone preferita dell’album?
R: La mia preferita in assoluto è Thunderstorm, l’ultima traccia del mio sesto album. È nata in modo particolare: ho chiesto al mio produttore di Praga di scrivere qualcosa “alla Lady Gaga”, perché adoro il suo stile. Quando me l’ha mandata si è quasi scusato, dicendo che fosse troppo distante dal mio genere. Invece era perfetta. È un duetto con Isabel Moreno, cantante flamenca: la sua prima canzone pop. Il produttore spagnolo ci ha aggiunto una chitarra elettrica… ed è diventata la colonna sonora del mio prossimo film. Parla di portare la “tempesta” nel mondo, ma con le persone che continuano a cercare la luce. È un brano magico.

D: Qual è la cosa che ami di più del tuo lavoro, e cosa detesti?
R: Ho vari lavori. Come attore, mi piace tutto, tranne i casting: essere selezionato tra tanti non mi piace. Come cantante, mi piace tutto. Come produttore ho totale libertà: scelgo con chi lavorare e cosa fare. Gestisco anche un’agenzia di pubbliche relazioni: ben pagata, ho lavorato con grandi aziende europee, ma non è il mio ambiente ideale.

D: Quali sono i tuoi prossimi progetti?
R: Con questo disco farò tre concerti: oggi, poi il 25 dicembre in Spagna e infine in Marocco. A gennaio lancerò il mio film Magician su Netflix e a marzo girerò la seconda parte, tra Spagna e Praga. È un progetto importante. In più sto aprendo un music bar e una galleria in Spagna.

D: Che messaggio vuoi lasciare a chi vuole iniziare una carriera da cantante o attore?
R: Il miglior consiglio è: cercatemi su Instagram e scrivetemi. Non serve altro. Aiuto molti artisti: trovare la persona giusta per scrivere un brano, registrarlo, girare un videoclip, pubblicarlo. Rispondo a tutti.

D: In sostanza credi che le collaborazioni e le relazioni tra artisti siano fondamentali.
R: Assolutamente. In Spagna conosco tanti musicisti, ballerini, DJ, cantanti. Ognuno da solo fatica, ma se li metti in contatto nasce qualcosa. Ecco perché apro un music club: perché possano incontrarsi e creare insieme, senza dover dipendere da Sony o Universal, che alla fine ti “posseggono”. Ho conosciuto persino DJ Warren, che ha suonato con Prodigy e David Guetta; tornerà a esibirsi alla mia festa proprio per collaborare con altri artisti. È questo lo spirito.

D: Nel tuo ultimo film quale messaggio vuoi trasmettere?
R: Magician parla di trasformazione personale: le sfide dure che ti rendono più forte e della ricerca della luce. Il messaggio è che tutti possono essere “maghi”, non solo gli sciamani. Tutti possono fare magia, se vogliono.

D: C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti aggiungere?
R: Sì: non mi hai chiesto se voglio sposarti!
(Scherza, ndr.)

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