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Al Maxxi di Roma, la mostra “Sveva Caetani: Forma e Frammento”.

Presso lo Spazio Extra MAXXI di Roma, dal 3 ottobre 2025 al 4 gennaio 2026, è in corso la mostra: “Sveva Caetani: Forma e Frammento”,
a cura di Chiara Ianeselli.
Oltre 200 tra opere, documenti e materiali d’archivio che ricostruiscono vita, formazione e immaginario dell’artista Sveva Caetani.
La mostra rappresenta la prima grande retrospettiva italiana dedicata a un’artista che ha trasformato una biografia lacerata in un potente racconto visivo, intellettuale e spirituale. Il fulcro del percorso è il ciclo di
47 acquerelli “Recapitulation”, presentato integralmente per la prima volta in Italia e pensato dalla stessa Caetani come la summa visionaria della propria esistenza.

Sveva Caetani (1917-1994) nasce a Roma, figlia di Leone Caetani, principe di Teano e duca di Sermoneta, erede di una delle più antiche famiglie aristocratiche italiane, e di Ofelia Fabiani.
Suo padre, Leone, fu un raffinato islamista, orientalista e uomo politico. Formatosi tra studi umanistici e lunghi viaggi in Medio Oriente e in Asia, elaborò un’opera monumentale sulle origini dell’Islam (Annali dell’Islam) e divenne una figura di rilievo nella cultura italiana del primo Novecento. Lo studioso si interessò anche di cultura esoterica, e l’influenza che i suoi studi ebbero su Sveva è chiaramente visibile nell’opera pittorica dell’artista.

L’infanzia di Sveva fu segnata dal cosmopolitismo paterno e dai viaggi in Europa, interrotti bruscamente dal crollo del 1929 e poi dalla morte del padre nel 1935, eventi che innescano un lungo periodo di isolamento domestico insieme alla madre in Canada.
Trasferitasi a Vernon, nella Columbia Britannica, Sveva vive per decenni ai margini della scena pubblica, fino alla progressiva riconquista di una vita autonoma che passa attraverso lo studio, l’insegnamento e una lenta ma inesorabile riappropriazione della propria vocazione artistica. Negli anni Sessanta e Settanta riprende a dipingere e a scrivere, intrecciando formazione umanistica, memoria europea e sensibilità nordamericana in una ricerca che rifiuta tanto il folklore dell’aristocrazia quanto le semplificazioni identitarie.

La poetica di Sveva Caetani si costruisce sul dialogo serrato fra vita vissuta e tradizione culturale, in particolare letteraria. Il ciclo “Recapitulation” prende a modello la struttura del viaggio dantesco nella Divina Commedia: come Dante affida a Virgilio il ruolo di guida, Sveva affida al padre la funzione di mentore in un itinerario interiore che attraversa lutti, disillusioni e rinascite.​ I 47 acquerelli che compongono la serie
che l’artista concepì nel 1975, e su cui lavorò per 14 anni, combinano narrazione autobiografica, allegoria morale e una raffinata simbologia visiva che rielabora motivi religiosi, mitologici, esoterici e letterari. La scelta dell’acquerello – apparentemente fragile, ma capace di stratificare trasparenze e velature – diventa un dispositivo formale per tradurre in immagini la natura frammentaria della memoria e la tensione verso una ricomposizione interiore.
L’allestimento della mostra lavora sulla dialettica tra “forma” e “frammento”, accostando i grandi acquerelli di “Recapitulation” a fotografie, lettere, taccuini e materiali d’archivio che restituiscono al pubblico la stratificazione della sua identità, sospesa tra Roma e Vernon. In questo modo la mostra non si limita a valorizzare un capolavoro seriale, ma rende percepibile il laboratorio interiore da cui l’opera scaturisce, facendo emergere la trama di vincoli familiari, condizionamenti sociali e risposte creative che plasmano la biografia di Sveva.

“Forma e Frammento” si inserisce nel più ampio ripensamento del canone novecentesco, riportando alla luce una figura rimasta per lungo tempo marginale, malgrado la forza visionaria del suo lavoro. La mostra insiste sull’autonomia intellettuale di Caetani, che trasforma la condizione di isolamento e il peso di un lignaggio ingombrante in un dispositivo critico capace di interrogarne i miti e le ombre, in particolare nella rappresentazione del padre come guida insieme necessaria e problematica.

Nel dialogo con le narrazioni femminili del secolo scorso, la vicenda di Sveva appare esemplare di una generazione di artiste costrette a negoziare il proprio spazio tra ruoli familiari, norme sociali e fragilità psicologiche, ma capaci di reinventare il linguaggio visivo come forma di autoanalisi e di resistenza simbolica. In questo senso, il progetto del MAXXI, sostenuto anche dal catalogo critico che approfondisce i temi della natura, della famiglia e dell’eredità culturale, non solo restituisce all’artista il posto che le spetta nella storia dell’arte contemporanea, ma invita a leggere “Recapitulation” come un grande romanzo figurato sul rapporto tra memoria, identità e libertà.

Sveva Caetani: Forma e Frammento | extra MAXXI

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