Fabio Strinati. Poesie

IN ME

Rimbomba in me, il vento eterno; sempre,

singulti non facili tramontano

più del silenzio, straziato in viso,

l’inverno.

 

In volto, bruno mi avvolgo che del buio

incurante scava: mai, l’anima al mondo

taciturna che inondata e di me rimane…

 

come  nelle tenebre un vecchio

sospiro reclama.

 

 

 

UN RICORDO

 

Ho acceso su questa chiatta, un ricordo nato

per frugare.

 

Ho mentito al tempo, assaporato l’anima

che vive una somma di vite;

compreso  come il nulla sia un canestro

di moltitudini vicine e lontane.

 

Ho spalancato al mio pensiero in brandelli,

un cerchio irregolare. Un istante,

vissuto poco o nulla e una frase irretita

finita nel suo foglio tra le pieghe…

 

L’unico ricordo, è rannicchiato in un angolo

pieno di ombre livide;

un tempo consumato, disciolto in un dolore

di un attimo dimenticato.

 

 

POSTI, ALTRI POSTI

 

Luoghi che vanno… che negli occhi si attorcigliano,

che rivestono strade, di petali, di campi

come sugli amari selciati accartocciati.

Persone sonore nell’estasi sotto raggi solari;

ma poi, dove cade se non al petto quel raggio di luce

che per distacco, mai s’è risparmiato?

Posti che vivono altri posti, che sudano parole

palpitanti lacrime a chi per supplica, resuscita

in quel nido chiamato libero volo sconosciuto;

ma poi, dove cadrà l’alba se non nel cuore di una donna

da una luce d’occhio, appena accarezzata?

 

 

 

ANORESSIA

 

Corpo svuotato, fermo, tracciato dentro

da invisibili tremolii,

 

dove fradicio l’umore, scola

l’anima sul pavimento

e la disperde nel momento che si cela.

 

Dentro, una bufera è nella selva smagrita

e l’alba, che negli occhi recide una crepa

 

in un’aria che osa aprire un varco

tra le vene, gli intrecci di nebbie

assiepate come ombre in un cesto d’ombra,

 

la morte è sulla riva, cruda nel suo cuore

come un aquilone che persino non vola.

 

 

PERIFERIE

 

Naufragano cuori nelle periferie degli animi, così,

come in quegli amori complicati, fragili e furtivi.

 

Città piene di persone, contorni a volte, freddolosi…

ma strati di colori mai distratti in quei parchi

dagli alberi allineati: decantano pure i suoni

delle rondini, quando per le strade, azzardi

di murales ronzano sui muri sudati

le molte gelosie di autori stanchi e dimenticati.

 

Breve biografia

 

Fabio Strinati: poeta, scrittore, aforista, compositore, nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche.

Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora. Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,   manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore.

Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista Sìlarus fondata da Pietro Rocco. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il giornale indipendente della letteratura e della cultura nazionale ed Internazionale Contemporary Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua,  la rivista “La Presenza Di Èrato”, la revista Philos de  Literatura da Unia Latina, L’EstroVerso,  Fucine Letterarie, La Rivista Intelligente, Il Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio Letterario, Versante Ripido, Fili d’aquilone, Carmilla on line, Poetarum Silva.

Pubblicazioni:

2014  Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.       Il Foglio Letterario

2015 Un’allodola ai bordi del pozzo.          Il Foglio Letterario

2016 Dal proprio nido alla vita.              Il Foglio Letterario

2017 Al di sopra di un uomo.               Il Foglio Letterario

2017 Periodo di transizione.                Bibliotheca Universalis   Bucarest