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Andrea Luise. Poesie

luiseL‘Autore, dopo un‘infanzia sul Golfo di Palinuro, ha trascorso quattro decenni di vita e professione a Roma. Laureato in Lettere all‘Università “La Sapienza” di Roma, funzionario
dell‘Aviazione Civile, ha effettuato viaggi di lavoro in tutto il mondo. Dal Maggio 2000 lavora a Praga, per l‘Organizzazione Europea per la Navigazione Aerea. Sue poesie sono state pubblicate su varie Antologie e su riviste sia italiane che estere. La Società Dante Alighieri di Praga ha pubblicato il suo primo libro di poesie “Omaggio a Praga” in lingua italiana e ceca.
Una seconda Raccolta di poesie “Omaggio a Opi/Abruzzo” in lingua italiana e traduzione in abruzzese, ha avuto il patrocinio della Società Dante Alighieri/Sede Centrale, del Comune e della Proloco di Opi (AQ). Il libro è stato presentato in Abruzzo dalla scrittrice Dacia Maraini.
Il terzo libro, “Poesie, credo”, è stato pubblicato dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Praga, in sola lingua italiana nel Novembre 2013. Un’ ampia selezione di poesie tratte da quel libro, con altre inedite, compare nella edizione con a fronte la traduzione in Ceco.

Paese di mare Anni ‘50
(Golfo di Palinuro)

Oriente e Tramontana
i nostri vicini
I muri
verniciati
di salsedine
Il rumore
del mare
in piazza,
tra noi.
Il Promontorio
chiudeva
l’ orizzonte.

 

Radici spostate

Ho spostato
 le mie radici
 dalla remota
 infanzia salmastra
 le ho radicate
 tra pietre di storia
 millenarie
 e boschi
 vibranti di vita.
 Ho seppellito
 i miei genitori
 Ho perpetuato
 la vita
 Sono io – ora -
 l’ adulto.
 Ma
 quando
 l’ infanzia
 sarà
 più remota
 di qualsiasi
 ricordo,
 tornerà
 il sapore / salmastro.

 

 

Tornare nei luoghi /
Frammenti di anima

Frammenti
di anima
sparsi
Schegge di vita
rimaste
in qualche altrove.
Bisogno continuo
di tornare
a trovarle
ri-comporle
per un momento,
prima che
riprendano
il loro vortice
indipendente.
Prima che
le emozioni
diventino
ricordi.

 

Praga in bianco e nero

La Praga del Ponte-di-pietra,
 del Golem e del Vicolo d’oro,
 quella meno remota
 di Schweik, Hrabal
 e Kundera,
 la Praga magica e poi
 tragica
 degl’anni di Palach,
 e quella della favola
 bella di Havel,
 la Praga dell’89
 è ora
 altrettanto remota
 di quella degl’ anni ’60.
 I libri, la storia,
 l’immaginazione,
 ci fanno amare
 da prima
 luoghi che poi
 continuiamo a vedere
 così come ci hanno
 stregati .
 E ancora c’è posto
 per le belle facciate,
 la Città vecchia
 e la piazza - quinta teatrale,
 i profili eleganti
 di Malastrana
 e i lungofiume,
 la luce irreale là
 del Castello.
 Lo sforzo di togliere
 tutto quanto ‘non c’entra’,
 voler ignorare
 la massa d’assalto
 d’un turismo invasivo
 e i richiami balordi,
 questo sforzo è reale,
 ma spesso non basta.
 E allora solo
 qualche sera piovosa
 d’ inverno
 oppure
 una gran nevicata,
 mi ridanno la Praga
 pensata,
 vissuta,
 la Praga
 uguale/per sempre/
 al suo ricordo.
 La Praga in bianco e nero.

 
 
Mattina a Malá Strana

Suore nere
e infermiere bianche
colorano via Vlašská,
nella luce del mattino.
Come una Scacchiera.

 

 Sensualità
Sensualità
 musica del mondo
 Sensualità
 la fascinazione
 degli occhi di donna
 Sensualità
 la malinconia
 del conto alla rovescia
 Sensualità
 il desiderio
 che il desiderio
 si fonda
 con l’ultimo respiro

 

Finestra sul nulla

La finestra
dava sul nulla.
Mi ci sono specchiato.

 

 Visita

Martedi / primavera
Visita
a chi vive
un presente
senza ricordi
un mondo
senza bordi.
Giovedi / autunno?
Non riconosco
lo sguardo
di chi
è venuto
a trovarmi.

 

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